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SEO: come evitare di farsi spennare

Category : Business, SEO, Web · No Comments · by Feb 7th, 2012

Spesso, chi vuole venderci qualcosa, da un’automobile a un dispositivo elettronico, si riempie la bocca di termini tecnici. E nel…

Come rendere il proprio blog WordPress “Search-Engine-friendly” – Parte I

Category : CMS, SEO, Wordpress · No Comments · by Jul 6th, 2011

Ciao a tutti. Molti mi chiedono come possono lavorare sul loro blog WordPress, aldilà delle normali oramai operazioni di SEO…

Google Keyword Sandbox

Category : Business, SEO · No Comments · by Jul 5th, 2011

Oggi vi presento questo utilissimo strumento, che pochi conoscono. Si tratta di Keyword Sandbox. Questo strumento vi mostra quali corrispondenze…

Guida di sopravvivenza a Google Panda

Category : Business, SEO · No Comments · by Jun 30th, 2011

Il 24 Febbraio 2011 un major update di Google su come i siti vengono classificati, ha danneggiato il 12% dei risultati delle ricerca e ha dimezzato i visitatori di diversi siti. Chiamato “il contadino” o Update Panda, si stima che abbia danneggiato soprattutto risultati di ricerca su Google USA, ma sicuramente l’effetto si è riversato anche nei siti non americani. Ecco come scoprire se siete stati in qualche modo “toccati” dalla cosa, e cosa fare in proposito.

Il vostro business può gestire una caduta fino al 50% dei visitatori “organici” (non arrivati cioè tramite adwords o adsense, e quindi non a pagamento) su Google? Ecco cosa potrebbe capitare, grazie all’aggiornamento dell’algoritmo definito appunto Panda.

Prima di addentrarci nei perchè e nei per come, scopriamo se siamo stati beccati dal Panda.

Il vostro sito è stato preso a calci da Google Panda?

Ecco come usare Google Analytics (GA) per scoprire se il nostro sito è stato contagiato.

Prima di tutto andiamo nella nostra dashboard di GA.

Ma scaviamo più in profondità, andiamo nella sezione Sorgenti di Traffico > Motori di ricerca ( e scegliamo “non a pagamento”)

Poi clicchiamo “google” per selezionare solo le fonti di traffico da Google; clicchiamo sulla colonna “Parole Chiave”: ci svela un menu contestuale abbastanza ampio dal quale andiamo a cliccare poi “Paese/Zona”. Andiamo a vedere filtrando “Italia” oppure Paese per Paese e scopriremo subito se il nostro sito alla data del 24 Febbraio 2011 (e successivi) ha subito un brusco e immotivato decremento del traffico in entrata.

Come recuperare dalla “mazzata”

Il primo passo è quello di vedere tutte le nostre pagine che escono ai primi posti nella ricerca di Google. In passato era positivo avere più pagine indicizzate ma ora è importante avere solo pagine importanti e messaggi. Messaggi inutili o pagine appena indicizzate e non aggiungono più valore. Specialmente se siete indicizzati per parole chiave in Google, una soluzione potrebbe essere quella di mettere un bel “noindex”per non far vedere a Google le pagine (o sezioni) secondarie.Per esempio le pagine di contatto, disclaimer, privacy policy, pagina della newsletter, che non aggiungono molto valore al motore di ricerca. Ovviamente continuo a dire che questi accorgimenti in corsa hanno senso se il problema l’avete riscontrato. Non è utile mettersi a prevenire situazioni non verificatesi fino ad ora.

Rimuovere contenuti di bassa qualità può essere un’altra soluzione: post scritti male, o eccessivamente corti. Purtroppo lo spam sempre più dilagante ha fatto sì che Google prendesse di mira quei contenuti scritti in modo poco ortodosso. E poi perfezionare il lavoro sull’attività di SEO e sulla lunghezza degli articoli. E poi, anche se non siamo stati colpiti dall’effetto “Panda”, fa sempre bene dare ai nostri utenti contenuti di prima qualità. Ritorno garantito.

Alla prossima