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Startup di successo: il caso di Twago

Category : Business, Spunti, Web · by Jan 20th, 2012

Pubblichiamo volentieri il contributo che gli amici di Twago ci hanno gentilmente inviato, per raccontare la loro esperienza di Start-up di successo, relativamente alle riflessioni scaturite dalla lettura di questo articolo comparso nel nostro Blog prima di Natale. Esistono posti dove fare impresa e Web è possibile, oltre che piacevole. Berlino è sicuramente in cima alla lista di questi luoghi.

Buona lettura!

Perchè Berlino è piena di freelance e start-up?

di Lorenzo, web writer di twago, start-up berlinese

In principio era il muro e una storia tragica diventata simbolo del passato Novecento. Oggi, appena vent’anni dopo, è una rete di Cafés affollati di giovani freelance, esperti nella comunicazione e nel web design. O in qualche altro campo ancora poco noto, magari qualche linguaggio di programmazione per iPhone App. O, ancora, di giovani pionieri in qualche altro settore aperto dalla rivoluzione digitale, qualche altro modo di produrre che continua a sfuggire al vecchio mondo, a quel mondo che pensa ancora che il lavoro significhi solo ed esclusivamente stare ordinatamente seduti in un ufficio.

Di cosa stiamo parlando? Di Berlino, nuova mecca delle start up digitali, nuovo laboratorio della web economy,  crocevia mutliculturale e cosmopolita di bohemienne e nomadi dell’IT. Berlino è la capitale tedesca, e ci sono alcuni quartieri istituzionali che lo dimostrano pomposamente. Ma se si gira l’angolo ci si rende conto che la forza di Berlino non ha niente a che vedere con la Germania classicamente intesa. Basta andare in qualcuno dei locali frequentati da freelance e digital workers a fine giornata per realizzare subito che la lingua universale è l’inglese. Di nuovo, un inglese che non ha nulla a che vedere con l’Inghilterra. Un inglese pronunciato con accenti mediterranei, dell’est e del nord Europa, asiatici o sudamericani. Un inglese da cosmopoliti, linguaggio di una community che si muove tra reale e virtuale, tra le metropoli globali e i social network. Berlino è così diventato uno dei centri geografici di una rete resa possibile solo dalla svolta del web.

Ed è solo grazie a questa ricchezza globale, fatta di contenuti, capacità ed idee di giovani e meno giovani provenienti da tutto il mondo, che Berlino è potuta diventare la città ideale per fondare una start-up. Gli investitori non mancano, e anche l’eterogeneità dei paesi d’origine dei founders delle start-up sta aumentando. L’ultimo caso interessa proprio una start-up italiana. Del resto è solo valorizzando un capitale internazionale che il miracolo digitale berlinese può continuare a crescere. Qualsiasi tipo di chiusura nei confronti della vivacità senza frontiere che si muove sulle rive della Sprea sarebbe un autogol clamoroso e interromperebbe un flusso positivo che ormai dura da almeno 5-6 anni.

Resta da vedere se gli attuali stravolgimenti economici continueranno ugualmente ad aprire prospettive per la web economy, ma intanto le start up continuano a nascere, alcune grazie a lungimiranti investimenti altre solo sulla forza dell’entusiasmo di chi le crea. E se ci saranno le circostanze adatte, saranno proprio le start up che contribuiranno frotemente a configurare la crescente egemonia dell’economia digitale. Non perdere di vista Berlino per gli ulteriori sviluppi.

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