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L’Università non sa cinguettare

Category : Business, Web 2.0 e Social, Web Marketing · by Jul 5th, 2012

Twitter, il famosissimo sito di microblogging a cui qualcuno addirittura attribuisce parte del merito dell’elezione del Presidente degli Stati Uniti Barack Obama, gode anche nel nostro Paese di una discreta popolarità. Tuttavia ci sono ancora istituzioni che lo guardano con un certo sospetto (e insieme a lui Facebook), arrivando addirittura a ignorarlo completamente.

Un esempio poco confortante di questo atteggiamento chiaramente retrogrado ci viene proprio dalle Università italiane che, al contrario, dovrebbero rappresentare l’avanguardia del progresso scientifico nazionale. Secondo i dati del Ministero per l’Istruzione, l’Università e la Ricerca, solo il 64% dei 25 più importanti atenei per numero di studenti del nostro Paese è presente su Twitter. Scavando ancora più in profondità in questi dati tutt’altro che confortanti, scopriamo che solamente le Università di Padova e di Torino, il Politecnico di Milano hanno un numero di follower superiore ai 2500.

 

Questo quadro emerge da una ricerca svolta dal quotidiano di informazione online Universita.it, e coordinata da Gioia Pistola, che già si era occupata del rapporto tra Università e l’altro gigante delle reti sociali, Facebook. In altre parole, il rapporto tra atenei e Twitter può essere definito molto frammentario e disorganico. Infatti, a parte i pochissimi esempi che abbiamo appena citato, la maggioranza delle altre Università effettua un numero di tweet e di interazioni con i propri follower estremamente scarso. L’esempio peggiore ci viene dall’Università di Cagliari, che pur contando 2000 follower non ha mai pubblicato un solo tweet.

Ma ci sono anche altre istituzioni molto importanti a dare pessimi esempi. Facciamo riferimento all’Università di Bari e alla Sapienza di Roma (!) che, dal loro debutto su Twitter, hanno postato meno di 200 messaggi. Napoli ha fatto ancora peggio con appena un centinaio di tweet!

Secondo Universita.it, questo tipo di atteggiamento nei confronti di questo utilissimo e veloce mezzo di comunicazione denuncia la scarsa volontà da parte dei nostri Atenei di interagire attivamente con i propri studenti. In pratica, i dati che emergono dall’analisi del rapporto tra Università e Twitter non si discostano da quelli già rilevati nella ricerca precedente, in cui emergeva, che alla data del 31 gennaio 2012, solo il 66% delle Universtità Italiane aveva un profilo su Facebook e che questo profilo veniva usato male (molto spesso addirittura si parlava di profili personali usati per istituzioni) e in modo saltuario. Sicuramente è un atteggiamento che deve cambiare in fretta. La scelta di un Ateneo rispetto ad un altro nel 2012 passa anche per la sua presenza online e per la sua capacità di comunicare efficacemente con il suo target tramite i “nuovi” media, per usare una definizione cara ai markettari.

Fonte: http://www.universita.it/atenei-italiani-twitter-2012/ 

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